
Vigili urbani a intermittenza: a Santa Maria Capua Vetere il verbale è un optional (ma solo dove decide il Comune)
Dite la verità, pensavate che l’oracolo di Delfi fosse il sistema di previsione più complesso al mondo? Vi sbagliavate di grosso. A Santa Maria Capua Vetere per sapere se la vostra sosta è un “reato” punibile con salatissima multa o un atto di benevola tolleranza divina, basta consultare la mappa del catasto delle zone franche. Sotto la guida illuminata (e rigorosissima a metà) del Comandante Giuseppe Aulicino, autentica macchina da guerra messa a punto per rimpinguare le casse comunali su input diretto del sindaco Antonio Mirra, la Polizia Municipale si è specializzata in una disciplina olimpica: la geolocalizzazione del codice della strada.
Il copione è ormai un classico della comicità surreale sammaritana. Da un lato abbiamo il primo cittadino che sprona il corpo dei caschi bianchi a non fare sconti, a battere ogni centimetro quadrato d’asfalto e a colpire inflessibilmente chiunque osi parcheggiare fuori dalle righe, trasformando ogni singolo stallo in una potenziale miniera d’oro per il bilancio dell’ente. Dall’altro, però, la temibile “macchina da guerra” del Comando sembra soffrire di improvvisi e selettivi blackout topografici non appena si sposta il raggio d’azione.
Prendete una cartina della città e armatevi di evidenziatore. Se vi azzardate a lasciare l’auto in divieto in periferia o nelle zone calde, preparatevi a trovare sul parabrezza un bollettino che vi farà rimpiangere di non aver preso i mezzi pubblici. Ma se vi addentrate in paradisi terrestri dell’impunità automobilistica come via Mazzocchi, via Saraceni o la Prima Traversa degli Orti, potete pure spegnere il motore, tirare il freno a mano, scendere, chiudere la vettura e magari pure montarci sopra una veranda abusiva: lì la legge di Newton sulla gravità delle multe semplicemente non si applica.
Misteri della fede amministrativa o straordinari fenomeni paranormali per cui in determinate strade i vigili urbani sviluppano una forma temporanea di cecità istituzionale? C’è chi giura che in quei civici l’asfalto sia protetto da un campo di forza invisibile, e chi invece malignamente pensa che la tolleranza sia inversamente proporzionale alla visibilità mediatica. Fatto sta che mentre il Comune batte cassa e il cittadino medio impara a proprie spese il rigore della norma, l’immunità geografica continua a mietere successi.
Insomma, un servizio impeccabile, a patto di sapere esattamente dove parcheggiare per non disturbare il manovratore. E voi, avete già scelto la vostra via franca preferita?






