
Maddaloni piange Sofia: il dolore del padre sui social e il mistero dell’adrenalina che non ha funzionato. Sotto sequestro il kit d’emergenza
I giorni dopo l’ultimo, straziante saluto a Sofia — la cestista quindicenne della Union Basket di Maddaloni scomparsa a Ostia per un sospetto shock anafilattico durante il torneo “Mare di Roma Trophy in Pink” — il padre Fabio Di Vico ha affidato ai social un messaggio di infinito amore e dolore. “Grazie di tutto amore mio. Lo so che non ti ho perduta, sei solo volata più in alto, ma me lo potevi dire. Illumina me, mamma, i nonni, gli zii, i cugini, le tue amiche di scuola, di basket e tutti quelli che hanno avuto modo di conoscerti perché senza di te non siamo niente. Ti amo e scusami di avertelo detto troppe poche volte”, ha scritto l’uomo su Instagram a corredo di una serie di scatti che ritraggono la giovane e i momenti del funerale celebrato a Maddaloni. Mentre la comunità si stringe attorno alla famiglia, le indagini proseguono per fare luce su una tragedia che appare ancora più inaccettabile: Sofia soffriva di una gravissima allergia al lattosio e il padre, che la seguiva sempre nelle trasferte e aveva allertato la struttura del camping, portava con sé l’autoiniettore di adrenalina che però, quella sera, non avrebbe funzionato. Come riportato da Il Messaggero, il dispositivo salvavita è stato sequestrato e sarà ora sottoposto ad analisi tecniche per accertare eventuali difetti di fabbrica, un’ipotesi che potrebbe chiamare in causa direttamente la casa produttrice o i distributori del farmaco.




